25/11/2005
Stati Uniti e terrorismo: chi viola davvero le regole?
A due anni dalla guerra in Iraq e a otto mesi dalle operazioni militari che hanno riguardato Falluja oggi apprendiamo che la Coalizione angloamericana ha utilizzato armi non convenzionali come il fosforo bianco, l'uranio impoverito e il napalm, armi bandite dalle leggi internazionali, e l'abbiamo appreso attraverso un'inchiesta straordinaria di RaiNews 24. Un'inchiesta che ha messo in imbarazzo l'amministrazione americana che inizialmente ha negato tutto ma poi ha dovuto ammettere pubblicamente di aver fatto uso di queste armi.
Nonostante l'opinione pubblica mondiale, compresa quella araba, musulmana, e anche quella dei governi arabi filo occidentali, fosse contraria a questa guerra, essa è stata decisa da poche persone con conseguenze che subiremo tutti noi forse fino ai prossimi dieci anni. Lo slogan che l'amministrazione Bush ha usato all'epoca, lo ricordiamo, era "esportazione della democrazia attraverso la guerra preventiva" nel mondo arabo e musulmano (compreso il piano per bombardare Al Jazeera). Episodi come la tortura nella prigione di Abu Graib, e come l'utilizzo in centri abitati di sostanze chimiche (utilizzate anche da Saddam Hussein contro i curdi) sicuramente sono ben lontani da quello slogan.
Ci stupisce e ci indigna profondamente che una democrazia matura come quella americana agisca calpestando i diritti, agisca senza regole e usi la stessa logica a volte delle organizzazioni terroristiche, che colpiscono i civili e fanno degli attentati che tutti noi contestiamo e condanniamo perché sono fuori dalle regole, dall'etica e dai comuni percorsi della democrazia.
Mi auguro che chi ha dato l'ordine di utilizzare quelle sostanze sia giudicato e condannato da un tribunale per i crimini di guerra, perché quello che è successo a Falluja è un crimine di guerra. Allo stesso momento mi auguro che l'Iraq continui a muoversi con passi veloci verso una strada di democratizzazione e in questo momento buio della storia si vedano segni positivi in quell'area del mondo.
L'appuntamento storico è quello di febbraio, per la conferenza di riconciliazione nazionale, dove sunniti, curdi e sciiti s'incontrano e dialogano. Un altro segnale positivo in quell'area è la condanna unanime della società giordana di quegli attentati immorali, inaccettabili e come sempre fuori dalle regole civili.
17:37 Scritto da: rulajebreal in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
commento da anonimo perchè non ho voglia di registrarmi. Sono un pò tanto sconvolto dall'odio che trasuda dalle parole che ho letto. Il punto è solo la civiltà. E non c'è. Non c'è proprio da nessuna parte e tanto meno qui. Finchè stiamo a menarcela su culture islamiche e occidentali menate religiose ecc. non abbiamo capito un cazzo. La questione è che questo pianeta, da sempre, ha conosciuto solo la "civiltà" del dominio dell'uomo sull'uomo (inteso come essere umano). La faccenda riguarda il grano (inteso come soldi) ed il potere che ne consegue.Stop. Di quà come di là, di sopra come sotto. Datemi del superficiale, del qualunquista, quello che vi pare : è probabile che lo sia. Ma a me non stupisce affatto che gli americani & co.(non il popolo americano,ne gli altri popoli) abbiano usato quelle armi, ne mi stupisce che degli altri infami vili di varie nazionalità arabe (non i popoli arabi) facciano oscene stragi di innocenti.
Qui (e non solo) c'è una guerra e nessuno sta dalla parte della ragione.
C'è la logica della guerra e tutti hanno torto.Di quà come di là, di sopra come sotto. Per quanto riguarda gli apprezzamenti sulla Sig.ra Jebreal concordo sul piano ehm...diciamo estetico (io non ho lo stile e la classe del signore in oggetto).
Su tutto il resto no.
Scritto da: null | 26/11/2005
Salve mi chiamo Luca a mio parere ogni regime è crollato perchè qualcuno ha sentito calpestati i propri diritti ma mai avrei voluto vedere uccisi quelli che avrebbero potuto ribellarsi al regime, di recente ho visto i filmati girati a falluja e sono davvero terrificanti. Mi chiedo dove stia la democrazia in America ora dove il 60% della popolazione non appoggia più Bush, eppure Bush resta li, resta li, ma anche in iraq!!! credo che si sia fatto un grosso danno ad un paese intervenendo troppo presto e per i motivi sbagliati. Purtroppo c'è di nuovo la cultura della guerra non solo quella fatta dagli eserciti ma quella verbale perchè ora più che mai c'è la consuetudine di dare ragione a quello che urla più forte, anche questa è guerra e fa delle vittime (non uccide ma fa in modo che alcuni non vengano mai ascoltati che è come essere morti per il resto del mondo). Ho sentito le parole di chi voleva cancellare uno stato, un paese, fortuna che in quel paese pur essendo una persona di potere non è lui che comanda a queste Idee bisogna fare la guerra preventiva, perchè preventivo significa un qualcosa fatto per prevenire un evento nefasto, non qualcosa per portare un cambiamento che sia buono (ma dove?) o meno. metto la mia e-mail sperando che l'augurio ai posteri di Einstain si avveri Angelus_491@hot mail.com
Scritto da: null | 01/12/2005
Salve, arrivo subito al dunque.
Ho scritto su più di un blog il mio pensiero riguardo questo argomento(un accesa e sempre civile discussione tra me e un altro blogger la potete leggere su http://jjangolo politica.splinde r.com/post/63948 34).
L'unica cosa che mi preme di precisare è che nel post di Rula Jebreal, la giornalista si indigna giustamente per questi episodi di brutalità, e auspica a un celere processo di democratizzazio ne dell'Iraq. Ma io mi chiedo, cosa ci rende così arroganti da essere convinti che la nostra visione di democrazia sia universalmente adottabile da ogni paese? Secondo voi la struttura politica e sociale del cosidetto occidente é l'unica strada possibile per ogni uomo e donna di questo pianeta? Ma sopratutto, si può portare la pace attraverso la guerra? Credo che non abbia senso. Da una parte si preme perché la violenza nel medioriente cessi immediatamente, si fanno appelli affinché i cosidetti kamikaze(tralas ciamo l'uso improprio di questa parola giapponese che allude a ben altro) cessino ogni atto terroristico, e dall'altra parte si afferma ch l'unica via per la pace è il conflitto, è la guerra, è il sangue.
Ormai l'avrà capito chiunque che la pace c'entra ben poco, che la democrazia è solo una parola usata a sproposito, e che l'interesse di pochi vale la vita di molti, perchè questa, signori, é la democrazia che stiamo esportando, a caro prezzo, senza capire quanto pagheremo.
Mi scuso per lo sfogo, qualcuno mi definisce idealista. Forse è vero, anche se non mi piacciono le etichette.
Franco da Pescara
Scritto da: null | 01/12/2005
Dott.ssa Jebreal,
purtroppo è la storia che ci insegna che gli USA dominano il mondo in ragione del suo arsenale bellico, ma il loro esercito, dal punto di vista strategico intellettuale, lo ritengo inferiore a quello di un qualunque esercito che ha perso la seconda guerra mondiale. Hai voglia di riunioni, incontri, vertici, ma, alla resa dei conti, si usano anche le armi per cui i vari Saddam, Milosevic etc. sono stati messi all'indice dell'opinione pubblica internazionale. A Napoli si dice "Quanno se parte, s'adda sape' pure addò s'arriva". Io noto invece che gli USA saranno grandi esperti a poter visualizzare scenari dal punto di vista economico ma non è così dal punto di vista militare. Si comportano ripetendo gli stessi commessi in Vietnam, dimostrando un'incapacità totale a poter gestire situazioni di guerra in maniera diversa da quella che hanno imparato durante la II guerra mondiale. Ma se quest'ultima è risultata vincente con i paesi Europei, dove, ad esempio, la propensione alla guerriglia è nulla, nel momento in cui si sono andati ad impelagare con i guerriglieri, le cose sono andate, o vanno male. Più di 2.000 figli di zio Sam ci hanno finora rimesso la pelle, il protrarsi della guerra sta evidenziando tutte le miserie e le nefandezze commesse (non diverse - attenzione! - da quelle commesse anche da altri in conflitti annche recenti, ma che saranno evidenziate soltanto per la parte a carico di chi perde, perché questo sentenzia la legge del "vae victis!"), e, più di tutto, la carenza di quella diplomazia e tatto a tutti i livelli (dall'ultimo dei soldati fino al Presidente degli USA) che, in tali situazioni, potrebbero essere l'arma vincente. Mi converrà, dott.ssa Jebreal, che gli USA si trovano nella peggiore delle situazioni in cui trovarsi, sotto il profilo internazionale. Ritirarsi anzitempo, senza aver riportato l'Iraq in sicurrezza, equivale ad un secondo Vietnam, e sarebbe una mazzata molto più pesante dell'11 settembre stesso. Non dimentichiamoci che all'orizzonte sta profilandosi una nuova superpotenza, molto più subdola dell' ex URSS, ed è la Cina. Tornando al blog, se i crimini di Falluja fossero portati all'attenzione di un tribunale di guerra, significherebbe che gli USA (ma aggiungerei tutto il mondo) avrebbero raggiunto un grado di maturità civile e di rispetto dei diritti dell'uomo da risultare la vera guida spirituale di questo pianeta. Ma cosa possiamo aspettarci da un paese dove la pena di morte ha celebrato stamattina la millesima esecuzione da quando è stata reintrodotta, da uno stato così abile da far uscire impuniti gli autori della strage del Cermis?
Sono totalmente d'accordo sulle sue idee, ma sono molto scettico sulle loro aspettative.
Non so se lei mi risponderà mai, ma colgo l'occasione per farle i complimenti sulla trasmissione che conduce la mattina su La7.
La sfido, però, a fare uscire un blog su questo argomento: "La Cina, nemico comune ad Islam ed Occidente?".
A presto rileggerla...
Scritto da: leomediterraneo | 02/12/2005
http://imagesofme.splinder.com/
Grazie per l'attenzione
ME
Scritto da: ME | 26/11/2007
Dott.ssa Jebreal,
Lei è la donna più bella sulla faccia di questa terra..... poi un'altra volta parleremo di noam chomsky...
Francesco
Scritto da: Francesco | 28/11/2007
Ciao Rula,
stasera ti ho visto a Matrix del "cala braghe ad honorem" Mentana, sei stata FANTASTICA quando hai
azzittito quell'essere senza cervello di Facci, ma lui putroppo non capirà mai quello che
intendevi spiegargli. Lui si crede un' illuminato da Dio, ma molti di noi speriamo che lo
spegano.
Sei una Donna Coraggiosa, ed io nel mio piccolo ti stimo Molto.
Continua sempre così.
Buon lavoro.
Fabio da Firenze.
Scritto da: Fabio Firenze | 11/11/2008
لا ادري ان كنت ما زلت تتابعين هذه المدونة اذ يبدو بان آخر تعليقاتك هنا كانت في العام 2005
لم استطع ان اشاهد حلقة الجزيرة عنك ولكني استمعت الى التسجيل الموجود على موقع الجزيرة
حاولت كثيرا ان اتذكرك اذ انني خريجة دار الطفل العربي واحدى بنات هند الحسيني التي افتخر بها واتحدث عنها دوما
لم استطع ان اتذكرك بشكل واضح كونك اصغر مني سنا وفي العادة انا اتذكر من كانوا من جيلي او اكبر مني في المدرسة
انا فخورة بك وبنجاحاتك وما صنعته في ايطاليا
لن اخفيك بانني انزعجت حين رأيتك في برنامج مع مجدي علام حين قلت بأن جنسيتك اسرائيلية بالرغم من انك قلت بأنك من اصل فلسطيني
انا فلسطينية من لاجئي 48 وامتلك جواز سفر اردني وآخر امريكي ولكني دوما فلسطينية واي جواز سفر ليس الا وثيقة سفر تساعدني في قطع الحدود ليس الا ولا يمكن ان تحدد هويتي وجنسيتي ومن انا
على اي حال لا اتوقع بأنك سترين هذا ولا ادري ان كنت سانجح في ادخاله على الموقع اذ انني لا افهم الايطالية
مبروك عليك نجاحاتك يا ابنة فلسطين
Scritto da: حفرا | 10/12/2008
Salve gentile signora Jebreal.
Non sto qui ad annoiarla con mille complimenti e ammirazioni per la sua persona.
Sono Jan Casella un ragazzo di 19 anni che gestisce un circolo arci nella città ligure di Alassio (SV).
Da oggi abbiamo deciso coi nostri soci di organizzare una grande raccolta fondi per la popolazione di Gaza. Sarebbe davvero fantastico e significativo poter organizzare un incontro con lei ed avere un appoggio in questa nostra ambiziosa iniziativa. spero che lei sia interessata.
attendo con ansia una sua risposta sulla mia meil, gliene sarei immensamente grato.
con affetto.
Jan e mail: jan.guevara@hotmail.it cell: 3296904249
grazie infinitamente
Scritto da: Jan | 18/01/2009
non ho capito, ma lei ha fatto medicina o lettere? o fisioterapia? come fa a occuparsi di cosi tannti argomenti cosi disparati e differenti fra loro? saluti
Scritto da: Ale | 09/02/2009
è vero, la verità mediatica serve a capire molte cose, anche di politica internazionale.
è uscito un numero di un settimanale che riporta le menzogne da gaza.
volevo avere un suo commento .
Scritto da: ale | 13/02/2009
la signora rula non ha ancora risposto alla domand su gaza..sulle menzogne...su come sia difficile proporre una pace a chi in realtà di pace in effetti no parla, di quei Paesi che, lei conoscerà, fatto minacce e proclami di distruzione. Difficile fare pace con vicini così, non crede signora rula????
ce ne parli...
Scritto da: ale | 04/03/2009
Много неоднозначных впечатлений от этого сообщения. И поэтому много чего хочется высказать, но, чтобы сберечь свою репутацию, лучше в личку
Scritto da: WegeJamp | 18/07/2009
Gentilissima Dr.ssa Jebreal,
scusi se utilizzo questo sito per contattarLa ma non sono riuscita a trovare un modo diverso.
Il ns. Studio di Marketing e Comunicazione di Padova, tra le diverse
attività, organizza eventi culturali, fra cui serate letterarie. Finora ci
siamo occupati solo di scrittori emergenti, ma per la stagione
autunno-inverno 2009/2010, stiamo pianificando un ciclo di incontri con scrittrici importanti che ci raccontino il loro percorso e le loro esperienze attraverso i loro lavori
Le serate si tengono normalmente il venerdi alle 21.00.
Ogni serata ha come protagonista una scrittrice che viene intervistata da un professore universitario e,all' intervista, segue un
dibattito con il pubblico. Alla fine dell' evento viene offerto un rinfresco a tutti gli intervenuti.
Le serate sono destinate al pubblico per consentire a tutti di avvicinarsi alla letteratura e la rassegna prende il nome di " Donne ..a libro aperto"
Ci piacerebbe averLa fra i nostri ospiti perchè apprezziamo
particolarmente la modalilità con cui affronte i casi e i temi di cui si occupa e siamo convinti che sarebbe di grande interesse per il pubblico poterLa avvicinare.
Pensavamo di chiederLe di partecipare alla serata di fine gennaio, oppure , secondo i Suoi impegni, suggerisca Lei una data di febbraio o marzo 2010.
Restando in attesa di un Suo gradito riscontro, Le porgiamo cordiali saluti.
Silvia Galbardi
GlobalStudios Marketing & Communication
Scritto da: silvia galbardi | 21/07/2009
Gentilissima Dr.ssa Jebreal,
scusi se utilizzo questo sito per contattarLa.
Sono delle Nazioni Unite, della FAO in particolare, ed avrei bisogno di entrare in contatto con Lei in maniera urgente.
Avrebbe la cortesia di farmi sapere come, presso quale contatto, indirizzo EMail diretto o telefono potrei scriverLe o parlarLe?
La ringrazio e porgo distinti saluti.
Rosarita Pagano
Programma Ambasciatori di buona volontà della FAO
Cell: 348 1556320
Scritto da: Rosarita Pagano | 26/08/2009
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