05/12/2005
Guerre mediatiche
In tutti i Paesi con una democrazia avanzata, nei primissimi articoli delle costituzioni, c'è il diritto alla parola e alla libertà di espressione che caratterizza i popoli liberi ed emancipati e sancisce la differenza tra un regime e un governo democratico. Negli ultimi anni e soprattutto dopo l'11 settembre 2001, il rapporto tra il giornalismo, il potere economico e la politica è diventato ancora più difficile e a mio avviso troppo viziato dalla stretta vicinanza tra mondo politico e mondo giornalistico. Il rischio grave è di compromettere la qualità e la veridicità delle notizie. Ormai è impossibile per un telespettatore e per il lettore di un giornale sapere la verità: rispetto alle informazioni date ci sono sempre repliche e attacchi, a volte durissimi, ai giornalisti, che cercano di screditare quelle notizie, basandosi non su prove concrete, che dimostrano la contrarietà, ma sulla demonizzazione del giornalista. A mio avviso qualsiasi giornalista dovrebbe essere il garante per l'opinione pubblica, quello che deve verificare le notizie accertando che le sue fonti siano attendibili e quello che deve sottolineare la falsità di una notizia.
E' la notizia che dovrebbe essere al centro del nostro mestiere. Non il rapporto con il politico o il far piacere al potente di turno, ma proteggere la democrazia della quale tutti noi godiamo. Liberiamo il giornalismo dall'influenza del potere politico ed economico, a maggior ragione ora che ci stiamo avvicinando a delle tappe importanti come le elezioni politiche, le amministrative e quelle del capo dello stato, altrimenti sono la stessa democrazia e la libertà che si incrinano irreversibilmente. Una volta Churchill disse: "Io non compro i giornali ma compro i giornalisti: più economico e meno rischioso". Non so se questa regola valga ancora nei nostri tempi, ma quello che è successo al New York Times, sulle notizie infiltrate delle armi di distruzione di massa, notizie rivelatesi poi false, dovrebbe farci riflettere e farci interrogare su quanto siano libere, autonome, e vere le nostre informazioni.
12:59 Scritto da: rulajebreal in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Cara Rula,
circa un'ora fa mi è capitato di poterti stringere la mano, e di riuscire in questo modo a congratularmi con te per il contegno che sei riuscita a mantenere durante la trasmissione di Matrix in onda qualche notte fa. Stando a quello che leggo in giro, hai raccolto la solidarietà di molti, e mi piace pensare che con me oggi molti altri ti hanno stretto la mano, concordi nel ritenere barbaro l'attuale ministro per le riforme (!). Sono convinto che in un paese in cui il giornalismo funzioni, e il giornalista sia "garante per l'opinione pubblica" come dici, la stessa opinione pubblica sia matura e avveduta abbastanza da permettere ad una nazione di non farsi rappresentare da persone incivili, fanatiche e qualunquiste. Ma che possa esistere una realtà dei fatti, indiscutibile e cristallina, una visione oggettiva delle cose, e di conseguenza un giornalismo puro, una politica giusta e imparziale... su questo sono un poco scettico. Montanelli diceva di tapparsi il naso, al momento del voto: questo è successo al paese, durante le ultime elezioni, e la Lega è riuscita a raccogliere il dissenso di chi non vede altri portavoce per le riforme dei lavoratori, normalmente appannaggio della sinistra.
Non vorrei risultare oltremodo retorico, ma credo che i tratti del mondo e della politica così come si stanno delineando abbiano bisogno di persone come te, cittadini del tipo che gli americani con stringatezza chiamano hyphenated, "cittadini col trattino": chi meglio di te può descrivere (e nella migliore delle ipotesi risolvere!) la situazione israelo-palestinese? Guai a chi si ferma alla superficie delle cose, e snobba il tuo italiano imperfetto.
Detto questo, dopo averti incontrata all'aereoporto mi sarei volentieri offerto per farti da guida della città di Bologna, se questo non fosse risultato incredibilmente inopportuno: l'intellighenzia italiana non ha mancato l'occasione di considerarti una bellezza senza testa, opinione che condivido solo per la prima metà; e poi, probabilmente conosci la città molto meglio di me...
Stefano
Scritto da: Stefano | 09/06/2008
Si dice che i gatti abbiano tante vite, noi disgraziatamente una sola che dobbiamo vivere al meglio... ed è possibile farlo basta veleggiare usando la corrente giusta.
Basta con i disfattisti sistematici, basta con le guerre psicologiche, abbiamo il dono della parola cazzo, usiamolo per confrontarci apertamente senza usare colpi bassi che rendono tutto poco comprensibile a chi è puro di mente.
Saluti e buon lavoro
Scritto da: TheMad | 05/07/2008
Ciao, mi trovo a passare per caso di qui... non ti conoscevo ma ho scoperto un blog davvero interessante pieno di ottimi contenuti. Purtroppo ho visto che non aggiorni più da molti anni quindi non mi resta che scoprire le tue pagine una ad una.
Un saluto
Scritto da: Blog prestiti veloci | 23/02/2011
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